La modesta casa intonacata di Björk non dice molto da fuori, ma dentro un mondo di tesori ti attende. Nel garage c’è un murales spray con i coloratissimi personaggi della Terra di Ooo, della serie televisiva a cartoni “Adventure Time”. La carta da parati della cucina è composta da immagini di trecce color rame.  Vicino all’interruttore per la luce, una piccola stampa di Remedios Varo che raffigura una donna che non afferra nulla nella sua rete per farfalle.

Nello spogliatoio, sotto dei ganci a cui sono appesi una cascata di cappotti, si trovano allineate moltissime scarpe di tutti i colori dell’arcobaleno. Su una sedia si trova una grande gabbia fluorescente per il criceto della figlia.

Il criceto ha avuto un’infezione all’occhio e la stiamo curando applicandole del medicinale ogni sera, ma sta già migliorando.

racconta Björk.

Oggi è un tardo pomeriggio d’inverno, Björk appare come una minuta dea terrestre, nei suoi 163 cm. Gli scuri, sottili lineamenti del suo volto che affacciano sotto la sua folta frangia nera sono deliziosi. Mi accoglie in un abito bianco e aderente di Junya Watanabe con delle decorazioni nere a cui sopra ha abbinato una giacchetta a bolerino in pelle di capra. Alcuni minuti dopo si dilegua al piano di sopra per riapparire più alta grazie a delle zeppe bianche con molti centimetri di tacco, che lei ha scelto per completare il suo outfit.

Quando trovo qualcosa che mi piace , la indosso per un paio di settimane

dice riguardo al suo outfit.

ma sono molto negata a tenere con cura le mie cose, per questo motivo ho cominciato a dare via alcuni dei miei vestiti, come quelli di Alexander McQueen per i loro archivi, in questo modo sono sicura che se ne prenderanno cura loro

Björk è una delle artiste più iconoclaste della scena pop, nella moda così anche nella musica, sempre propensa alle metamorfosi e al progresso. Per lei la moda non è un espediente stilistico, le sue collaborazioni con i designers sono a dir poco intime ed esemplari. Nel 1994 ha sfilato per uno show di Hussein Chalayan e, successivamente, ha indossato la sua giacca di posta aerea per la copertina di Post.

McQueen è stato direttamente coinvolto per il suo album Homogenic del 1997 e ha indossato le sue ali di legno per la celebrazione funebre  alla catedrale di St Paul a Londra.

Da un punto di vista musicale ha fatto di tutto: trip-hop, four to the floor, jazz, archi, complessi arrangiamenti synth, usando sempre il suo strumento principale: la sua peculiare e sovrannaturale voce, per trasformarsi in molte donne diverse, talvolta innocente, ora nevrotica, o ancora colta dall’estasi e dall’abbandono, ma sempre con la sensazione che possegga la chiave dei segreti del mondo. Vulnicura, il suo ultimo album – punto focale della retrospettiva di metà attività artistica nella retrospettiva presso il Museo di Arte Moderna di New York -è “un poema diverso”.

Ad essere sincera, di tutta la musica fatta finora, questo è stato il primo album di cui non ho avuto controllo

Oggi è l’ultimo giorno per missaggio di Vulnicura. Appena poche settimane dopo sarebbe stato piratato online prima della data di pubblicazione prevista. Quando è uscita la notizia Björk ha reagito ottimisticamente, a differenza di altri artisti.

Credo che stavolta il leak mi sia venuto incontro

 Mi confessa dopo, facendo riferimento a quanto trovi insopportabile il sottile tempo che divide il completamento di un album e la sua uscita.

Quei dinosauri delle etichette discografiche dovrebbero abbattere questo gap, il trucco sta nel cercare di allinearti con l’energia, in qualsiasi momento.

Björk siede ad un tavolo in legno, nel suo piccolo ma accogliente salone, con il fuoco del camino e le luci basse. I giorni in Islanda sono corti in questo periodo, il sole non sorge  prima delle 11, ma lei si è alzata alle 7.30 per portare la figlia a scuola. Poi ha praticato esercizi di kundalini yoga, che cerca di svolgere almeno un paio di volte a settimana.

Il kundalini fa molto bene alla mia voce perché coinvolge molto la respirazione. Tolgo l’audio del dvd di yoga e metto della musica a suono alto.

Ha anche bevuto del caffè.

Non bevo caffè ogni giorno, generalmente lo faccio al terzo giorno. Il mio corpo non lo tollera. Ma ogni 3 anni, quando sono al missaggio dell’album, mi ritrovo a bere caffè per tutto il tempo.

In un paio d’ore salterà in macchina per incontrare Alejandro Ghersi allo studio locale di registrazione. Il giovane produttore noto come Arca, si è fatto conoscere lo scorso anno con l’album  di FKA Twigs e con il suo Xen.

E’ come una corrente, all’inizio di ogni album sono molto introversa, come parte di un processo naturale. Scrivo, scrivo e scrivo. Ma ora che Vulnicura è a suoi tocchi finali, divento molto estroversa, poi ci saranno un paio di apparizioni tv e poi veloce come una saetta!

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